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domenica, 05 novembre 2006

Uno dei problemi principali dell’uomo occidentale, paradossalmente, è il carico di informazioni cui è sottoposto. Se a questo si aggiunge la massa di disinformazione e la sua assoluta mancanza di tempo e di strumenti critici, si ottiene l’ignoranza tracotante dei tempi moderni, in cui di tutto si parla senza di nulla avere cognizione. Tale disastro culturale inizia fin dai tempi scolastici, con le loro trite lezioncine superficiali. Nella storia, per esempio, uno dei più noti topoi riguarda la conversione di Costantino, campione di cristianità. In realtà le cose non andarono proprio così. Nella polemica fra Chiesa e Ario, l’imperatore a Nicea decise all’ultimo di appoggiare la tesi ora canonica non per fede spirituale, bensì per calcolo politico. Troppa era la preoccupazione che l’indebolimento della Chiesa trascinasse con sé anche la disgregazione dell’autorità imperiale, cosa di cui certo Costantino non aveva bisogno. E l’umanità da quel momento iniziò a onorare il dogma niciano cristologico. Tuttavia appena poco tempo dopo Costantino si avvide della forza sociale dell’arianesimo, specie in certi ambienti. Ecco che allora iniziò a sostenere proprio la tesi da lui stesso fatta dichiarare eretica anni prima. Ne pagò le conseguenze il vescovo Atanasio, esiliato a Treviri (335-336), e la cosa di sarebbe ripetuta di continuo negli anni in una quasi comica successione di esili e reintegri. Ma non finì qui.

postato da: Unitariani alle ore 20:41 | Link |
categoria:approfondimenti