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giovedì, 25 dicembre 2008

Giovanni 1:1-18

(*) Intro
Cari Amici,
Ancora una volta inizio questo mio intervento con un ringraziamento rivolto a voi tutti per quanto avete fatto per poter essere presenti, alcuni anche solo con un pensiero o una breve testimonianza, al nostro
incontro di ieri, nonostante le proibitive condizioni meteo. Con oggi si apre l'anno liturgico unitariano 2009. Come sapete esso si basa su un lezionario che ha delle caratteristiche peculiari, è formato da 52 pericopi sinottiche, raggruppate in 4 sezioni di forte impronta astronomica. Su consiglio del buon Luigi raggrupperò tutte le considerazioni sul lezionario svolte fin qui in un articolo,  che potrà essere utile a chiunque voglia approfondire l'argomento.

(*) Il Logos
Tradizionalmente l'anno liturgico si apre con un inno al Logos. Per quanti di voi avessero una formazione classica, un inno al Logos non è di per sè nulla di speciale, e richiama tutta la tradizione filosofica greca, che Da Eraclito a Platone, Da Aristotele a Zenone, sulla dottrina del Logos ha costituito la sua fortuna.
Per quanti di tutto questo fossero digiuni diciamo che logos in greco ha una serie di significati che rimandano tutti alla sfera dell'esercizio della ragione (ragione,relazione,rapporto linguaggio) ed ai suoi prodotti (linguaggio, comprensione razionale delle leggi costitutive della realtà,relazioni, rapporti gemetrici). Fatta questa precisazione mi sembra francamente stupido dover precisare che in nessun caso con la parola logos può intendersi un uomo, nè tantomeno un uomo particolare di nome Gesù.  Basterebbe questo per disinnescare una serie infinita e poco comprensibile di elucubrazioni che hanno
l'unico difetto di non essere supportabili dal testo in oggetto.

Per la comprensione dello stesso sono a mio avviso indispensabili tre rimandi che dovranno essere brevissimi a causa dell'esiguo spazio che può chiedere alla vostra pazienza questo sermone.

postato da: Unitariani alle ore 21:51 | Link |
categoria:faq-domande frequenti, sermoni del rev rosso
mercoledì, 12 settembre 2007
INTRODUZIONE
<<Affinchè l'unitarianesimo cristiano abbia il posto che merita nel panorama cristiano mondiale>>
Manifesto d'Avignone, sottoscritto dalle associazioni cristiane unitariane il 17 Agosto 2007
A partire dagli anni 90 le associazioni cristiane unitariane si sono moltiplicate:
l’Unitarian Christian Association (UCA, fondata in Inghilterra nel 1991), l’Assemblée fraternelle des chrétiens unitariens (AFCU, fondata in Francia nel 1996), l’Assemblée des chrétiens unitariens du Burundi (ACUB, 2002), la Congregazione italiana cristiana unitariana (CICU, 2004), e l’Assemblée des chrétiens unitariens du Congo (ACUC 2004). Queste associazioni han contribuito all'espansione dell'unitarismo cristiano in paesi ove tale tradizione era precedentemente ignota. Quattro di queste, tra cui l'italiana CICU, sono state riconosciute come « gruppi emergenti » dal Consiglio Internazionale degli Unitariani e degli Universalisti   (ICUU) nell'Aprile del 2006.
Questo Manifesto non è nè un credo, nè una professione di fede, ma semplicemente il risultato di una riflessione avente come obiettivo da un lato quello di definire il ruolo di queste associazioni emergenti in rapporto alle Chiese ed alle congregazioni storiche che esistono in Transilvania, Ungheria, Gran Bretagna e Stati Uniti; dall'altro quello di definire una posizione comune di queste associazioni in rapporto all'Unitarianesimo-Universalista, il quale si presenta come una nuova religione, staccandosi dalle proprie radici cristiane

Un tale proposito permette di porci in maniera positiva, costruttiva e complementare rispetto alle forme già esistenti di unitarismo. Non si prospetta in nessun modo alcuna forma di opposizione tuttavia si ritiene necessario un chiarimento chiaro e netto per evitare immagini errate, evasive o ambiguë di cosa sia il cristiano unitarianesimo oggi. La diversità in seno all'unitarismo contemporaneo è una ricchezza di cui noi siamo perfettamente coscienti. Questa non deve tuttavia ingenerare confusione o dare l'impressione di una teologia lassista, senza punti focali
(1)
Nato dalla corrente antitrinitaria in seno alla riforma protestante del XVI° secolo, l'unitarianesimo è un movimento di origine cristiana caratterizzato da:
a) una radicale teologia monoteista (Dio è uno e uno solo) che significa il rifiuto totale del dogma della Trinità e quello dell'Incarnazione, sebbene noi pensiamo che Gesù sia pienamente abitato da Dio, nella stessa maniera in cui non tutti siamo chiamati ad essere. Gesù è (biologicamente) un uomo come un altro-
b) L'insegnamento Gesù, così come  ci è stato trasmesso dagli Evangeli, dagli altri testi del Nuovo Testamento e da alcuni dei  Vangeli apocrifi, come ad esempio quello di Tommaso.
c) Una totale accettazione della ragione e del progresso scientifico, in special modo per ciò che riguarda l'esegesi moderna dei testi e le scoperte archeologiche sul primo secolo d.C. Che ci permettono di meglio comprendere chi fosse realmente Gesù
d) L'affermazione della libertà di pensiero e il rigetto di ogni dogma obbligatorio
e) Una struttura organizzata in episcopati secondo le modalità presbiterial-sinodali, oppure una forma congregazionalista; oppure ancora una libera associazione. In ragione di questa grande libertà di aggregazione, ciascuna comunità locale è libera di avere un proprio orientamento e di stabilire relazioni autonome con altre comunità.  

postato da: Unitariani alle ore 22:46 | Link |
categoria:storia, approfondimenti, comunità, faq-domande frequenti
mercoledì, 29 agosto 2007
La nascita degli stati nazionali ha permesso una grande conquista dell'umanità: la consapevolezza che alcune norme quali non uccidere, non rubare etc. fossero alla base del vivere civile e non avessero bisogno per la loro autoevidenza di alcun fondamento o giustificazione di carattere teologico. Quindi, il nostro vivere in società rispettandone le regole, le tradizioni, etc. è di per sè un fatto decisivo e sufficiente. La nostra etica deriva dal fatto che noi viviamo in una determinata società, in un determinato tempo rispettandone le leggi e le regole. Eppure...
postato da: Unitariani alle ore 11:26 | Link |
categoria:comunità, faq-domande frequenti
mercoledì, 29 agosto 2007
Gesù è indubbiamente figlio di Dio. Nessun cristiano unitariano discute questo. Per noi cristiani unitariani Gesù è figlio di Dio tanto quanto ogni altro esponente del genere umano.
Ma a confermare la nostra tesi abbiamo prove testuali significative:
per ben quattro volte compare negli Evangeli l'espressione "Figli di Dio" riferito ovviamente ad ogni creatura (Mt 5:9; Lc 20:36 Gv 1:12 Gv 11:52). Tale espressione ci conforta nella nostra idea di condividere con Gesù lo stesso rapporto di figliolanza con il Padre.
postato da: Unitariani alle ore 11:18 | Link |
categoria:faq-domande frequenti