Giovanni 1:1-18
(*) Intro
Cari Amici,
Ancora una volta inizio questo mio intervento con un ringraziamento rivolto a voi tutti per quanto avete fatto per poter essere presenti, alcuni anche solo con un pensiero o una breve testimonianza, al nostro
incontro di ieri, nonostante le proibitive condizioni meteo. Con oggi si apre l'anno liturgico unitariano 2009. Come sapete esso si basa su un lezionario che ha delle caratteristiche peculiari, è formato da 52 pericopi sinottiche, raggruppate in 4 sezioni di forte impronta astronomica. Su consiglio del buon Luigi raggrupperò tutte le considerazioni sul lezionario svolte fin qui in un articolo, che potrà essere utile a chiunque voglia approfondire l'argomento.
(*) Il Logos
Tradizionalmente l'anno liturgico si apre con un inno al Logos. Per quanti di voi avessero una formazione classica, un inno al Logos non è di per sè nulla di speciale, e richiama tutta la tradizione filosofica greca, che Da Eraclito a Platone, Da Aristotele a Zenone, sulla dottrina del Logos ha costituito la sua fortuna.
Per quanti di tutto questo fossero digiuni diciamo che logos in greco ha una serie di significati che rimandano tutti alla sfera dell'esercizio della ragione (ragione,relazione,rapporto linguaggio) ed ai suoi prodotti (linguaggio, comprensione razionale delle leggi costitutive della realtà,relazioni, rapporti gemetrici). Fatta questa precisazione mi sembra francamente stupido dover precisare che in nessun caso con la parola logos può intendersi un uomo, nè tantomeno un uomo particolare di nome Gesù. Basterebbe questo per disinnescare una serie infinita e poco comprensibile di elucubrazioni che hanno
l'unico difetto di non essere supportabili dal testo in oggetto.
Per la comprensione dello stesso sono a mio avviso indispensabili tre rimandi che dovranno essere brevissimi a causa dell'esiguo spazio che può chiedere alla vostra pazienza questo sermone.
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