In Luca 2:8-20
Devo dirvi che a Natale ho ascoltato con una certa curiosità i sermoni trinitari, ansioso di carpire qualche spunto, certo, sia di aver sempre qualcosa da imparare, sia che il confronto e la discussione possano essere costruttive da ambo le parti. Ebbene, mi sono reso conto di quanto la convenzione sia vittima, più di ogni altra cosa, di quell'assurdo dualismo spirito- materia che già avevamo avuto modo di criticare parlando della novitá di Filone. La frase che ho sentito e che mi ha lasciato tanto perplesso è:
"Con la nascita di Gesù, Dio irrompe nella storia degli uomini, ciò che prima si era manifestato solo come nuvola ora ha un volto."
Ebbene, non posso esimermi dal dire che trovo questa frase, da un punto di vista unitariano, doppiamente inconcepibile. In primo luogo tale affermazione è vittima di quella contrapposizione di cui sopra,
per cui lo spirito sta tutto da una parte e la materia tutta dall'altra, due entità distintinte che, secondo i nostri cugini, non hanno mai comunicato se non nei trent'anni anni di vita di Gesù. Questa posizione noi la rigettiamo nettamente, rifiutiamo di pensare che Dio sia stato presente, nella millenaria storia dell'uomo, solo 33 anni.L'equivoco che sta alla base di quell' affermazione è che Dio per esser presente debba avere un corpo e un volto esclusivo, proprio. Noi sosteniamo invece che la presenza di Dio è profonda, uguale e uniforme in tutta la storia dell'uomo.
Giovanni 1:1-18
(*) Intro
Cari Amici,
Ancora una volta inizio questo mio intervento con un ringraziamento rivolto a voi tutti per quanto avete fatto per poter essere presenti, alcuni anche solo con un pensiero o una breve testimonianza, al nostro
incontro di ieri, nonostante le proibitive condizioni meteo. Con oggi si apre l'anno liturgico unitariano 2009. Come sapete esso si basa su un lezionario che ha delle caratteristiche peculiari, è formato da 52 pericopi sinottiche, raggruppate in 4 sezioni di forte impronta astronomica. Su consiglio del buon Luigi raggrupperò tutte le considerazioni sul lezionario svolte fin qui in un articolo, che potrà essere utile a chiunque voglia approfondire l'argomento.
(*) Il Logos
Tradizionalmente l'anno liturgico si apre con un inno al Logos. Per quanti di voi avessero una formazione classica, un inno al Logos non è di per sè nulla di speciale, e richiama tutta la tradizione filosofica greca, che Da Eraclito a Platone, Da Aristotele a Zenone, sulla dottrina del Logos ha costituito la sua fortuna.
Per quanti di tutto questo fossero digiuni diciamo che logos in greco ha una serie di significati che rimandano tutti alla sfera dell'esercizio della ragione (ragione,relazione,rapporto linguaggio) ed ai suoi prodotti (linguaggio, comprensione razionale delle leggi costitutive della realtà,relazioni, rapporti gemetrici). Fatta questa precisazione mi sembra francamente stupido dover precisare che in nessun caso con la parola logos può intendersi un uomo, nè tantomeno un uomo particolare di nome Gesù. Basterebbe questo per disinnescare una serie infinita e poco comprensibile di elucubrazioni che hanno
l'unico difetto di non essere supportabili dal testo in oggetto.
Per la comprensione dello stesso sono a mio avviso indispensabili tre rimandi che dovranno essere brevissimi a causa dell'esiguo spazio che può chiedere alla vostra pazienza questo sermone.
Giovanni 10:31-39
(*) INTRO
Eccomi qui. Dopo tanta fatica, tanto girovagare, davanti a questo foglio bianco.Sono tante le emozioni che vorrei condividere con voi, ma le parole spesso non aiutano. Certamente rinnovo ancora una volta il senso di gratitudine verso voi tutti che in un modo o nell'altro mi
siete stati vicino ed avete reso possibile questo passo importante per la nostra Congregazione.
Come ministro i miei compiti sono pochi, ma uno di questi è certamente quello di proporre domenicalmente qualche spunto di riflessione sulla pericope della settimana e per questa mia prima ho deciso di anticipare otto dei versi di una discussione che Gesù ebbe in occasione di Hanukkah
(*) Hanukkah.
Tale festa di riconsacrazione del Tempio (ne riparleremo tra un mesetto) è particolarmente difficile da inserire nel lezionario cristiano unitariano. Infatti, oltre alla solita avversione
convenzionale per gli indissolubili legami di Gesù col mondo ebraico, essa deve scontare anche la particolare posizione nel calendario che la pone per noi cristiani in una scomoda sovrapposizione nel periodo Avvento-Natale. Noi unitariani ci siamo usualmente impegnati a
ritagliare lo spazio di una domenica alla celebrazione della festa.Tuttavia la discussione tenuta da Gesù in occasione di questa festa è talmente importante nella prospettiva unitariana che anche il costringerla al semplice spazio di una domenica suona riduttivo ed un pessimo servizio alla comprensione unitariana del testo.
Gli otto versi in discussione oggi possono essere divisi in due quartine