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venerdì, 23 ottobre 2009
Cari amici, Abbiamo già avuto modo di soffermarci sulla figura di Zaccaria, e quanto dirò sarà solo un tentativo di approfondimento. Anzitutto chi era Zaccaria. Era un sacerdote, e, ricordando che la discendenza ebraica avviene per parte di madre, aveva sposato una discendente di Aronne. Possiamo dunque dire che rappresentasse la massima espressione dell'esperienza spirituale dell'ebraismo del tempo. La cosa grave, come ci lascia intendere l'Evangelo, è che le intenzioni degli uomini erano buone, sbagliate semmai erano le l'interpretazione del testo torahico e la conseguente prassi da esso dedotta. Due sono le spie di questo fraintendimento, dettato forse dalla eccessiva consuetudine: dapprima lo spavento provato da Zaccaria nei confronti dell'angelo, secondariamente e forse in maniera ancora più grave, l'aver messo in dubbio la parola divina.
postato da: Unitariani alle ore 22:56 | Link |
categoria:sermoni del rev rosso
venerdì, 23 ottobre 2009
Cari Amici, Questi 21 versi sono estremamente importante per la prospettiva unitariana. Riecheggiano sostanzialmente il mito di Platone, in cui le pecore stanno per gli uomini incatenati e miopi di fronte alla responsabilità del vivere. Questo ovile è il mondo della materialità cui l'uomo si trova costituzionalmente inchiodato e in cui deve cercare di uscire., affermando la propria libertà e la propria responsabilità di vivere. Detto questo, ci sono tanti modi per pensare a un uscita, e tanti falsi Maestri che promettono ciò che non possono mantenere, solo per ottenere la fiducia della gente ignara. Come riconoscere i veri Maestri? Nella maniera più semplice e ovvia, quelli che mostrano una dottrina profonda che possa davvero essere una porta verso la crescita spirituale e la affermazione di se, e soprattutto dimostrino con la propria vita, il proprio esempio, la prativabilità della dottrina in oggetto. Questo ha fatto Gesù, il quale nacque pecora come tutti e trovo nella dottrina del Battista quella porta attraverso la quale ha potuto nutrirsi, uscire e ri-conoscere nel Padre la propria parte spirituale. Una volta compiuto questo percorso, uscito a contemplare la luce spirituale, compito di Gesù fu quello di diventare Maestro, elaborare una propria testimonianza della dottrina di accesso alla dimensione spirituale e rientrare nell'ovile per cercarre attraverso di essa di condurre fuori altra gente, invitandola al medesimo percorso
postato da: Unitariani alle ore 22:54 | Link |
categoria:sermoni del rev rosso
venerdì, 23 ottobre 2009
Cari amici, Abbiam giá avuto modo di parlare in queste settimane della trasformazione dell acqua in vino nella prospettiva simbolica dell esigenza di un rinnovamento per poter attuare una salvezza sempre possibile in quanto antropologicamente connaturata a ogni esistenza umana, come ieri abbiamo avuto modo di discutere con alcuni di voi su Skype: questa possibilitá universale concessa da parte di Dio ad ogni essere umano, ha bisogno di una risposta da parte dell uomo, di un comportamento che ne sottolinei l intenzione di sfruttare appieno questa possibilità. Il modo in cui si concreta storicamente l intenzione umana di sfruttare questa possibilità è all origine delle diverse Tradizioni che sono tutte traduzioni in termini didascalici e facilmente comprensibili di questo stesso concetto. Tutto ciò lo abbiamo visto allegorizzato nella vicenda biografica di Zaccaria, nell esortazione alla metanoia, al cambiamento di mentalitá di Giovanni ed ora, non a caso nel primo dei segni di Gesù: infatti, ciò che normalmente traduciamo come miracolo è il greco semeion, segno, che è un indicazione ad andare oltre le incongruenze letterali per soffermarsi sul significato, tant è che la moderna semiotica è la scienza del significato e non del miracolo!
postato da: Unitariani alle ore 22:52 | Link |
categoria:sermoni del rev rosso
mercoledì, 31 dicembre 2008

 In Luca 2:8-20
 
Devo dirvi che a Natale ho ascoltato con una certa curiosità i sermoni trinitari, ansioso di carpire qualche spunto, certo, sia di aver sempre qualcosa da imparare, sia che il confronto e la discussione possano essere costruttive da ambo le parti. Ebbene, mi sono reso conto di quanto la convenzione sia vittima, più di ogni altra cosa, di quell'assurdo dualismo spirito- materia che già avevamo avuto modo di criticare parlando della novitá di Filone. La frase che ho sentito e che  mi ha lasciato tanto perplesso è:

"Con la nascita di Gesù, Dio irrompe nella storia degli uomini, ciò che prima si era manifestato solo come nuvola ora ha un volto."


Ebbene, non posso esimermi dal dire che trovo questa frase, da un punto di vista unitariano, doppiamente inconcepibile. In primo luogo tale affermazione è  vittima di quella contrapposizione di cui sopra,
per cui lo spirito sta tutto da una parte e la materia tutta dall'altra, due entità distintinte che, secondo i nostri cugini, non hanno mai comunicato se non nei trent'anni anni di vita di Gesù.  Questa posizione noi la rigettiamo nettamente, rifiutiamo di pensare che Dio sia stato presente, nella millenaria storia dell'uomo, solo 33 anni.L'equivoco che sta alla base di quell' affermazione è che Dio per esser presente debba avere un corpo e un volto esclusivo, proprio. Noi sosteniamo invece che la presenza di Dio è profonda, uguale e uniforme in tutta la storia dell'uomo.
 

postato da: Unitariani alle ore 10:19 | Link | commenti
categoria:sermoni del rev rosso
giovedì, 25 dicembre 2008

Giovanni 1:1-18

(*) Intro
Cari Amici,
Ancora una volta inizio questo mio intervento con un ringraziamento rivolto a voi tutti per quanto avete fatto per poter essere presenti, alcuni anche solo con un pensiero o una breve testimonianza, al nostro
incontro di ieri, nonostante le proibitive condizioni meteo. Con oggi si apre l'anno liturgico unitariano 2009. Come sapete esso si basa su un lezionario che ha delle caratteristiche peculiari, è formato da 52 pericopi sinottiche, raggruppate in 4 sezioni di forte impronta astronomica. Su consiglio del buon Luigi raggrupperò tutte le considerazioni sul lezionario svolte fin qui in un articolo,  che potrà essere utile a chiunque voglia approfondire l'argomento.

(*) Il Logos
Tradizionalmente l'anno liturgico si apre con un inno al Logos. Per quanti di voi avessero una formazione classica, un inno al Logos non è di per sè nulla di speciale, e richiama tutta la tradizione filosofica greca, che Da Eraclito a Platone, Da Aristotele a Zenone, sulla dottrina del Logos ha costituito la sua fortuna.
Per quanti di tutto questo fossero digiuni diciamo che logos in greco ha una serie di significati che rimandano tutti alla sfera dell'esercizio della ragione (ragione,relazione,rapporto linguaggio) ed ai suoi prodotti (linguaggio, comprensione razionale delle leggi costitutive della realtà,relazioni, rapporti gemetrici). Fatta questa precisazione mi sembra francamente stupido dover precisare che in nessun caso con la parola logos può intendersi un uomo, nè tantomeno un uomo particolare di nome Gesù.  Basterebbe questo per disinnescare una serie infinita e poco comprensibile di elucubrazioni che hanno
l'unico difetto di non essere supportabili dal testo in oggetto.

Per la comprensione dello stesso sono a mio avviso indispensabili tre rimandi che dovranno essere brevissimi a causa dell'esiguo spazio che può chiedere alla vostra pazienza questo sermone.

postato da: Unitariani alle ore 21:51 | Link |
categoria:faq-domande frequenti, sermoni del rev rosso
giovedì, 25 dicembre 2008

Giovanni 10:31-39

 (*) INTRO
Eccomi qui. Dopo tanta fatica, tanto girovagare, davanti a questo foglio bianco.Sono tante le emozioni che vorrei condividere con voi, ma le parole spesso non aiutano. Certamente rinnovo ancora una volta il senso di gratitudine verso voi tutti che in un modo o nell'altro mi
siete stati vicino ed avete reso possibile questo passo importante per la nostra Congregazione.
Come ministro i miei compiti sono pochi, ma uno di questi è certamente quello di proporre domenicalmente qualche spunto di riflessione sulla pericope della settimana e per questa mia prima ho deciso di anticipare otto dei versi di una discussione che Gesù ebbe in occasione di Hanukkah

(*) Hanukkah.
Tale festa di riconsacrazione del Tempio (ne riparleremo tra un mesetto) è particolarmente difficile da inserire nel lezionario cristiano unitariano. Infatti, oltre alla solita avversione
convenzionale per gli indissolubili legami di Gesù col mondo ebraico, essa deve scontare anche la particolare posizione nel calendario che la pone per noi cristiani in una scomoda sovrapposizione nel periodo Avvento-Natale. Noi unitariani ci siamo usualmente impegnati a
ritagliare lo spazio di una domenica alla celebrazione della festa.Tuttavia la discussione tenuta da Gesù in occasione di questa festa è talmente importante nella prospettiva unitariana che anche il costringerla al semplice spazio di una domenica suona riduttivo ed un pessimo servizio alla comprensione unitariana del testo.

Gli otto versi in discussione oggi possono essere divisi in due quartine

postato da: Unitariani alle ore 21:08 | Link |
categoria:sermoni del rev rosso