martedì, 21 agosto 2007
Gesù
Il punto di vista dei cristiani unitariani e dei cristiani liberali
un estratto del testo del Rev. Fred Kenworthy
Tratto da The Herald, Estate 2007 pp 16-18
Si sente dire spesso che i cristiani unitariani o i cristiani liberali siano gente
che non crede in Gesù Cristo. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Anzi,
la loro fede in Gesù Cristo è resa più forte da queste loro convinzioni. La loro
posizione permette di privilegiare gli insegnamenti di Gesù e il Suo stile di vita
rispetto ad ogni altra considerazione. Sia l Evangelo che la stessa esperienza
Cristiana, più largamente intesa, ha dato prova di quanto nessuno possa ignorare
il nuovo impulso che egli ha donato all'esperienza umana di vita. I cristiani
unitariani credono fermamente che lo Spirito del divino che abita in ognuno di
noi abbia trovato in lui un terreno particolarmente fertile.
mercoledì, 25 ottobre 2006
(I) La questione della “resurrezione (1) ” è davvero importante nella Bibbia in rapporto al tema religioso dell’interpretazione dell’umano desiderio di eternità. Ferencz David- Il primo vescovo unitariano nonché il fondatore della Chiesa Unitariana Transilvana – ci istruisce sull’eternità alla luce di alcuni passi tratti dalla Bibbia: << La summa di tutto l’Evangelo è di credere in Gesù Cristo, Figlio di Dio, e di ammettere la vita eterna>> (2) Egli dunque pone l’accento sull’ammissione della vita eterna senza il dogma della resurrezione (3): la fede nel Figlio di Dio e l’ammissione della vita eterna sono dunque più importanti di quanto lo sia approfondire e perdersi nella questione della fede nella resurrezione. La questione della resurrezione solleva alcuni importanti interrogativi, sia teologici che fisici.
ne menzionerò soltanto tre (4): Secondo la teologia tradizionale cristiano-ortodossa se tu non credi nella resurrezione di Gesù Cristo tu non potrai avere la tua resurrezione, in questo senso la resurrezione è intesa quasi come una porta, un passaggio per l’eternità (5) . Sempre nella teologia tradizionale Cristiano-ortodossa, la questione della resurrezione non è un problema da capire, ma una questione di fede, e in base alla risposta che uno dà alla questione si decide se questi possa essere cristiano o meno (6). Non è giusto porre la credenza nella resurrezione come una conditio sine qua non per poter credere all’eternità e non è giusto ferire sia fondamentale credere nella resurrezione (7) (II) La questione della vita eterna (8) costituisce quindi una profonda fonte di fede: orientando le attese del genere umano sulla dimensione dell’eternità e sul suo possesso, la fede semplice nella vita eterna permette una maggiore profondità nella fede di quanto non faccia cercando di fondarsi sulla “legge della paura” e sulla salvezza (9).
<>, (10) <> (11) . (III) il riscatto (12) rappresenta per gli umani una “ragione per sperare (13)" ma, <> (14) Rev. Szilard Sandor Trad. it: Dr. Roberto Rosso NOTE (1) Questo lemma è sostanzialmente l’unico riferimento di molteplici vocaboli del Nuovo Testamento in greco e non permette di valorizzarne al meglio le sottili differenze. Tra i termini che sono stati per lo più tradotti anche con il lemma resurrezione troviamo: egeiro (144 ricorrenze) o exegeiro (2 ricorrenze) col significato di “svegliare” egersis (1 ricorrenza NdT: Mt 27:53) col significato di “ascensione” exanistemi (3 ricorrenze) colsignificato di “sorreggere qualcuno” anastasis (42 ricorrenze) colsignificato di “ erezione, costruzione” (2) Cfr. “Piccola Spiegazione, su come l’Anticristo confonda la vera conoscenza del Vero Dio” in ungherese, Kolozvar, 1910. (3) Una delle implicazioni più importanti di questo dogma è : se non credi nella resurrezione di Cristo non avrai la vita eterna. (4) Questioni affrontate nella stesura di SZILARD SANDOR, “La costruzione della Morte e della Vita Eterna nella teologia unitariana”- Testo cartaceo revisionato dal Prof. Rev. Dr. ELEK REZI, 1994. (5) Cfr. Dr. SANDOR SZATMARY, "A remenyseg vallasa ", Budapest, 1990; Cfr. anche ISTVAN ELOD, “Katolikus dogamtica”, Budapest, 1978. (6) Cfr. DR. JANOS ERDO, "Teologiai tanulmanyok"; Cfr. anche ANDREW HILL,"What do Unitarians believe?", Londra, 1977. (7) Per un maggiore approfondimento della problematica confronta quanto detto in “who is Christian and why ? (8) Nell’Antico Testamento la parola utilizzata per significare “eternità” è olam (144 volte); per riferirsi al “tempo dell’eternità” si usa invece ad (48 volte). Nel Nuovo Testamento sono invece usate aion (122 volte) aionos (71 volte) e zoe aionos (cfr. ad es. Lc 18:30) rinvianti tutte quante in vario modo al concetto di vita eterna. (9) La fede non può essere dimostrata matematicamente, e non è di proprietà di alcuno, cosicchè nessuno può concedere a un altro la fede, poiché non è un qualcosa che possa venire certificato da alcuna autorità. (10) Cfr. Rev. GABOR CSIKI, ”I believe in One God”, Kolozsvar, 1920. (11) Cfr. Rev. ISTVAN BORBELY “Unitarian Liturgy”, Kolozsvar, 1930. (12) Il concetto di “riscatto” è espresso nell’Antico Testamento dal termine “padah”, mentre per il Nuovo Testamento è usato il termine greco “lytron” o il latino “redemptio”. (13) Traduzione del titolo inglese dell’omonimo libro.Cfr. Rev. FREDRIC JOHN MUIR, “A reason of hope”, California. (14) Questa domanda costituisce il titolo è il punto di partenza di un omonimo libro a cui rimando: cfr. Rev. GEORGE KIMMICH BEACH, “ If yes is the answer, what is question ?” BIBLIOGRAFIA (I) Titolo dell'Opera: Hungarian Unitarian Catechism Sottotitolo: The catechism of Hungarian Unitarian Church in Tansylvanian Romania ossia: Il catechismo della Chiesa Unitariana Ungherese nella Romania Transilvana Scritto da: Joseph Ferencz (1835-1928), Vescovo della Chiesa Unitariana di Transilvania (1876-1928) Prima edizione:1864 Ultima edizione e modifica: 1991 Ventesima edizione Tradotto dall'Ungherese in Inglese dal Rev. Gyorgy Andrasi, Consigliere del Vescovo della Chiesa Rumena in collaborazione con Byron C. Miller Pubblicato in The Unitarian Universalist Christian dalla The Unitarian Universalist Christian Fellowship FALL/WINTER 1994 VOLUME 49 Numeri 3-4 Tradotto in Italiano dall'Inglese da: Roberto Rosso. Ha collaborato e ha rivisto la traduzione: Paola Zunino La versione della traduzione italiana 1.0 è stata pubblicata dai “Cahiers Michel Servet" (n° 3 febbraio 2005). (II) A. CITAZIONI BIBLICHE Le citazioni bibliche sono prese dalla versione La Nuova Riveduta sui testi originali (1994, nona edizione 2003), a cura della Società Biblica di Ginevra. Eccetto quando espressamente indicato Un grazie particolare al software"La parola" www.laparola.net di Richard Wilson per le versioni italiane. (III) ALTRE FONTI AA.VV.Grande Dizionario Garzanti della lingua italiana. Edizione: Garzanti Editore 1988.
martedì, 24 ottobre 2006
A) Dal catechismo LA VITA ETERNA (112-114) 112) Che cosa intendiamo esattamente quando diciamo "credo nella vita eterna"? Dicendo "credo nella vita eterna" noi esprimiamo la nostra convinzione che la vita sia eterna e che l'anima sia immortale. 113) In che modo concepiamo la morte? Noi concepiamo la morte come un cambiamento che avviene secondo la legge di Dio. Dopo la morte il nostro corpo si perde nella polvere, com'era prima, ma la nostra anima vive ancora in Dio, da cui non è mai stata distaccata. Ecclesiaste 12:9 Ec 12:9prima che la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che l'ha dato1. 114) Cosa ci aspetta nella vita eterna? Nella vita eterna, Dio esamina la vita e le azioni di ciascuno e garantisce premi e punizioni secondo il modo in cui ciascuno è vissuto.
martedì, 24 ottobre 2006
(A) Dal catechismo unitariano leggiamo: Peccato e penitenza (101-111) 101) Che cosa noi definiamo peccato? Noi definiamo peccato tutte quelle azioni improprie che sono commesse coscientemente e attraverso cui noi violiamo la legge di Dio. 102) Che tipo di peccato noi riconosciamo? Noi riconosciamo due tipi di peccato: i peccati di commissione e i peccati di omissione. I peccati di commissione sono il risultato delle azioni improprie di ciascuno. I peccati di omissione sono invece quelli in cui ciascuno non riesce a prestare la sua opera per il bene, sia a causa di un indugio, sia per mancanza di solidarietà, sia per negligenza. 103) Può qualcuno dire
di non avere peccato? Nessuno può dire di non aver peccato, perchè, malgrado la resistenza delle nostre anime, noi frequentemente infrangiamo le leggi di Dio e facciamo il male invece del bene. 1Giovanni 1:8 1G 1:8Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. 104) Come mai noi infrangiamo le leggi di Dio? Noi infrangiamo le leggi di Dio perchè siamo deboli 105) Che cosa intendiamo quando diciamo di essere deboli? Quando diciamo di essere deboli intendiamo che siamo figli di Dio in fase di sviluppo. Affianco alle nostre virtù noi abbiamo anche dei vizi, i quali rappresentano il costante pericolo dell'umanità, perchè oscurano la nostra capacità di comprendere, distruggono la quiete dei nostri cuori e disturbano la pace tra di noi Giacomo 1:13-15 Giac 1:13Nessuno, quand'è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; 14invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. 15Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte. 106) In che modo le altre denominazioni spiegano la malvagità degli esseri umani? Le altre denominazioni spiegano la malvagità degli esseri umani tramite il racconto della prima coppia di esseri umani che ha mangiato il frutto dell'albero proibito. Come risultato della loro azione, la caduta dell'umanità nel male venne fortemente aggravata, perchè gli esseri umani divennero incapaci di volere il bene con le sole loro forze. Loro chiamano questo "peccato originale". 107)Gli Unitariani insegnano il peccato originale? Gli Unitariani non insegnano il peccato originale. Noi non crediamo che per colpa del peccato della prima coppia umana, noi tutti siamo corrotti. L'attribuire a noi peccati di altri sarebbe in contraddizione con l'Amore e la giustizia di Dio, perchè il peccato è una azione personale commessa od omessa da ciascun individuo.1 108) Qual'è il risultato del peccato? Il risultato del peccato è la negazione del nostro essere figli di Dio e la separazione tra Dio e l'umanità. Queste manifestazioni sono la nostra punizione. Galati 6:7-8 Ga 6:7Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà. 8Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna. 109) Esiste il perdono? Il perdono esiste. Ma se il peccato ha preso piede è impossibile cancellarlo come se non fosse successo niente. Tuttavia, Dio è un Padre paziente ed amorevole che non ci ripudia a causa della nostra malvagità, ma ci dà tempo e possibilità di cambiare condotta e di migliorarci. Questo è il perdono che Gesù ci ha insegnato tramite le sue parabole. Confronta: Luca (15:11-24) La parabola del Figliol Prodigo [Nota del Traduttore: esplicito il riferimento ai versi: Lu 15:11Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". Ed egli divise fra loro i beni. 13Di lì a poco, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano, e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. 14Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. 16Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. 17Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi". 20Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò. 21E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". 22Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; 23portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato". E si misero a fare gran festa.] 110) Da chi dobbiamo aspettarci il perdono dei nostri peccati? Dobbiamo aspettarci il perdono dei nostri peccati solo da Dio. 111) In che modo possiamo aspettarci il perdono dei nostri peccati? Possiamo aspettarci il perdono dei nostri peccati solo da Dio, a patto che ci pentiamo sinceramente, che prendiamo le distanze dai nostri peccati e che quotidianamente rinforziamo noi stessi nell'amore e nella bontà. (B) Riflettiamo.E' un argomento spinoso e complesso, che dobbiamo approfondire. Cercando su Internet voci italiane fuori dal coro, che condividessero il nostro punto di vista, ho trovato questo intessante articolo che vi sottopongo Fonte: http://www.lozziweb.it/fides/040909peccato.html Il "peccato originale": una dottrina inconsistente. Il titolo di questo capitolo ci riporta al libro di Ezechiele. Sembra anacronistico citare questo profeta, riguardo al "peccato originale": sappiamo bene che si è cominciato a parlare di questo argomento molto tempo dopo quell'epoca. Allora perché citare Ezechiele? Semplicemente perché in quel libro il Signore ha condannato la dottrina del "peccato originale". Preghiamo i lettori di disporsi a leggere quel che segue senza pregiudizi, prestando attenzione alle parole del Signore. I testi che riportiamo sono chiari e non lasciano spazio ad interpretazioni errate. Il profeta scrive, sotto dettatura di Dio: "Perché dite nel paese d'Israele questo proverbio: I padri hanno mangiato l' agresto e ai figlioli s'allegano i denti? Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, non avrete più occasione di dire questo proverbio in Israele" (Ez 18:2-4). Il testo del profeta prosegue. "Se uno è giusto e pratica l'equità e la giustizia, se non mangia sui monti e non alza gli occhi verso gl'idoli della casa d'Israele, se non contamina la moglie del suo prossimo, se non s'accosta a donna mentre è impura, se non opprime alcuno, se rende al debitore il suo pegno, se non commette rapine, se dà il suo pane a chi ha fame e copre di vesti l'ignudo, se non presta a interesse e non dà ad usura, se ritrae la sua mano dall'iniquità e giudica secondo verità fra uomo e uomo, se segue le mie leggi e osserva le mie prescrizioni operando con fedeltà, quel tale è giusto; certamente egli vivrà, dice il Signore, l'Eterno. Ma se ha generato un figliolo ch'è violento, che spande il sangue e fa al suo fratello qualcuna di queste cose (cose che il padre non commette affatto), e mangia sui monti, e contamina la moglie del suo prossimo, opprime l'afflitto e il povero, commette rapine, non rende il pegno, alza gli occhi verso gl'idoli, fa delle abominazioni, presta a interesse e dà ad usura, questo figlio vivrà egli? No, non vivrà! Egli ha commesso tutte queste abominazioni, e sarà certamente messo a morte; il suo sangue ricadrà su lui. Ma ecco che questi ha generato un figliolo, il quale, veduto tutti i peccati che suo padre ha commesso, vi pone mente, e non fa cotali cose: non mangia sui monti, non alza gli occhi verso gl'idoli della casa d'Israele, non contamina la moglie del suo prossimo, non opprime alcuno, non prende pegni, non commette rapine, ma dà il suo pane a chi ha fame, copre di vesti l' ignudo, non fa pesare la mano sul povero, non prende interesse né usura, osserva le mie prescrizioni e segue le mie leggi, questo figliolo non morrà per l'iniquità del padre; egli certamente vivrà. Suo padre, siccome è stato un oppressore, ha commesso rapine a danno del fratello e ha fatto ciò che non è bene in mezzo al suo popolo, ecco che muore per la sua iniquità. Che se diceste: - Perché il figliolo non porta l'iniquità del padre? - Egli è perché quel figliolo pratica l'equità e la giustizia, osserva tutte le mie leggi e le mette ad effetto. Certamente egli vivrà. L'anima [la persona] che pecca è quella che morrà, il figliolo non porterà l'iniquità del padre, e il padre non porterà l'iniquità del figliolo; la giustizia del giusto sarà sul giusto, l'empietà dell'empio sarà sull'empio" (Ez 18:5-20). Il Signore ha voluto che questa testimonianza fosse data da due profeti, infatti nel profeta Geremia c'è scritto: "In quei giorni non si dirà più: 'I padri hanno mangiato l'agresto, e i denti dei figlioli si sono allegati', ma ognuno morrà per la propria iniquità; chiunque mangerà l'agresto ne avrà i denti allegati" (31:29.30). [...] è confermato che è una dottrina contro la teologia, quindi tutto quello che è stato costruito su questo sofisma non ha ragione di essere. L'espressione di Dio è molto chiara: il padre che prende l'agresto avrà allegamento ai propri denti, il figlio non soffrirà alcun fastidio, com'è logico; l'esempio è calzante. Inoltre il Signore, perentoriamente, impone ad Israele di non praticare simile dottrina, e che in Israele non si parli più di un simile proverbio. Nel Cristianesimo è diventata una dottrina di primaria importanza. L'affermazione categorica del Signore è che la colpa del peccato del padre non si trasmette mai al figlio: il figlio sarà punito per la sua trasgressione, a prescindere da quella del padre; se il figlio è giusto la giustizia sarà su lui, a prescindere dall'iniquità del padre. Qualsiasi cristiano che abbia letto queste citazioni si dovrebbe convincere che Dio sta dicendo che ognuno risponde del proprio comportamento, escludendo tassativamente che le colpe dei padri possano ricadere sui figli. I lettori non abbiano a preoccuparsi del peccato di Adamo, perché Dio giudicherà; pensino piuttosto al proprio tenore di vita. Riscontriamo delle scritture che andrebbero contro quello che Dio ha testé affermato, cioè che il peccato del padre non ricade sul figlio, mentre i testi che riportiamo non sarebbero in linea col pensiero di Dio: "Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna. Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori." (Rm 5:18-19, CEI). Queste scritture dicono l'esatto contrario di quello che Dio ha indicato nei due profeti. Noi escludiamo che questo sia il pensiero di Paolo. La nostra asserzione non deve meravigliare: già è stato acclarato che i 'trinitari' hanno cercato di falsificare la Scrittura nella Lettera di Giovanni col testo che segue: "Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono uno. Tre ancora sono quelli che rendono testimonianza sulla terra: lo Spirito, l'acqua e il sangue; e questi tre sono d'accordo come uno" (1 Gv 5:7-8, Nuova Diodati); ciò allo scopo di dare credito alla dottrina della Trinità. Paolo conosceva bene il pensiero di Dio, essendo stato un discepolo di Gamaliele, infatti egli dice: "Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in questa città, ai piedi di Gamaliele, educato nella rigida osservanza della Legge dei padri." (At 22:3). Né il tempo né gli eventi lo avevano cambiato perché, fino alla fine dei suoi giorni, egli conferma la sua fedeltà alla Legge di Mosè ed ai profeti; infatti è scritto: "Ed egli da mane a sera esponeva loro le cose, testimoniando del Regno di Dio e persuadendoli di quel che concerne Gesù, con la Legge di Mosè e coi profeti" (At 28:23). Poiché Giovanni (10:35) afferma che la Scrittura non può essere annullata, i testi di Ezechiele e di Geremia sono pensiero e Legge di Dio inviolabili. Su Abele, figlio di Adamo, non gravò alcuna colpa paterna, perché Gesù Cristo lo giudicò 'giusto' (Mt 23:35). Paolo, servo del Dio Altissimo, mai avrebbe contraddetto le Parole del suo Dio, per il quale sopportò i patimenti, le catene e la morte! Questa contraddizione nella Sacra Scrittura non può essere il pensiero di Paolo, perché è difforme alla Parola di Dio. CONSIDERAZIONI 1 - Tra i posteri di Adamo vi è anche Abramo, antenato di Gesù Cristo e "amico di Dio" (Gc 2:23; cfr Is 41:8). Sarebbe assurdo, inammissibile che Abramo abbia ereditato il peccato di Adamo. Sta scritto che Abramo ubbidì a Dio ed osservò i suoi comandamenti: ". Abrahamo ubbidì alla mia voce e osservò quello che gli avevo ordinato, i miei comandamenti, i miei statuti e le mie leggi" (Gn 26:5). [...] CONSIDERAZIONI 2 - In correlazione col peccato originale è stato posto in essere il battesimo dei neonati. Alla luce di quanto esposto sopra, rimane solo un mezzo strumentale di proselitismo, mancando di qualsiasi significato e valore teologico. Ma come dice il Signore: "Se l'Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori." (Sal 127:1). Le religioni promettono quello che non possono dare. Il battesimo abbisogna di una prerogativa necessaria, cioè il ravvedimento, che i neonati non possono esercitare, né devono espiare peccati che non possono aver commessi. [...] CONSIDERAZIONI 3 - Quanto al valore del battesimo va detto che la formula riportata nel vangelo di Matteo non è esatta, cioè: ".battezzandoli nel nome del Padre e del Figliolo e dello Spirito Santo" (Mt 28:19). Tale formula è prettamente trinitaria, aggiunta successivamente. Gli Apostoli battezzavano esclusivamente nel nome di Gesù Cristo, come si può evincere dai testi che riportiamo di seguito. ". Ravvedetevi, e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo" (At 2:38). "Poiché non era ancora disceso sopra alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signor Gesù" (At 8:16). "E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo" (At 10:48). "Udito questo, furono battezzati nel nome del Signor Gesù" (At 19:5). Come si può vedere la formula trinitaria non compare nell'opera degli Apostoli: è lecito supporre che sia stata aggiunta. Fonte: http://www.lozziweb.it/fides/040909peccato.html NOTE 1) N.d.T: Cfr. Ez.18:5-20. BIBLIOGRAFIA (I) Titolo dell'Opera: Hungarian Unitarian Catechism Sottotitolo: The catechism of Hungarian Unitarian Church in Tansylvanian Romania ossia: Il catechismo della Chiesa Unitariana Ungherese nella Romania Transilvana Scritto da: Joseph Ferencz (1835-1928), Vescovo della Chiesa Unitariana di Transilvania (1876-1928) Prima edizione:1864 Ultima edizione e modifica: 1991 Ventesima edizione Tradotto dall'Ungherese in Inglese dal Rev. Gyorgy Andrasi, Consigliere del Vescovo della Chiesa Rumena in collaborazione con Byron C. Miller Pubblicato in The Unitarian Universalist Christian dalla The Unitarian Universalist Christian Fellowship FALL/WINTER 1994 VOLUME 49 Numeri 3-4 Tradotto in Italiano dall'Inglese da: Roberto Rosso http://italianunitarian.christian.net/downloads/catechismo_unitariano_ungherese1.0_nv.doc Ha collaborato e ha rivisto la traduzione: Paola Zunino La versione della traduzione italiana 1.0 è stata pubblicata dai “Cahiers Michel Servet" (n° 3 febbraio 2005). (II) A. CITAZIONI BIBLICHE Le citazioni bibliche sono prese dalla versione La Nuova Riveduta sui testi originali (1994, nona edizione 2003), a cura della Società Biblica di Ginevra. Eccetto quando espressamente indicato Un grazie particolare al software"La parola" www.laparola.net di Richard Wilson per le versioni italiane. (III) ALTRE FONTI AA.VV.Grande Dizionario Garzanti della lingua italiana. Edizione: Garzanti Editore 1988. http://www.lozziweb.it/fides/040909peccato.html
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martedì, 24 ottobre 2006
Perchè "antitrinitari"? Il concetto fondamentale del nostro modo di approcciare il Vangelo è che Gesù non sia Dio. Per molti dei nuovi lettori di queste pagine questo può essere davvero sorprendente. Se avrete la pazienza e la bontà di seguirmi in queste pagine tenterò di darvi una ragione semplice e precisa di quanto sosteniamo supportata dallunica vera prova possibile: le parole di Gesù stesso e il suo vangelo. Anzitutto se uno fosse Dio, ci aspetteremmo che lo affermasse in più punti. Invece per quanto possiate cercare nell'Evangelo non troverete mai una frase virgolettata di Gesù che affermi “Io sono Dio” . Ebbene questa frase non c'è. Troviamo invece: A) Affermazioni della assoluta unicità del Padre Eccone alcune: (I) Marco 12:29-34 Mar 12:29 Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore: 30 Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". 31 Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi». 32 Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che all'infuori di lui non ce n'è alcun altro; 33 e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l'intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come sé stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34 Gesù, vedendo che aveva risposto con intelligenza, gli disse: «Tu non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno osava più interrogarlo. (II) Giovanni17:3 Giov 17:3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. B) Gesù stesso non ha mai detto di essere Dio (I) Marco 10:18 Mar 10:18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. (II) Giovanni 14:10-11 Giov 14:10 Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue.11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. Perfino questo passo, ogni tanto citato come argomento contrario alla nostra tesi, ci dà ragione: rileggetelo con attenzione. Gesù non dice di essere il Padre, ma di essere NEL Padre, e che il Padre è IN lui. La differenza è enorme. Con questo Gesù dice semplicemente di sentire la presenza del Padre in lui come quella scintilla divina che tutti dobbiamo alimentare, come quel seme che tutti dobbiamo coltivare. Con questo Gesù dice di sentirsi parte del Regno di Dio e di sentire la presenza di Dio in lui. In questo Gesù non è per nulla differente da un qualunque essere umano, in quanto il seme del Padre è presente in tutti i suoi figli Dio non è solo il lui, è in tutti noi e noi, come lui dobbiamo sforzarci di sentire la presenza di Dio in noi e di essere degni di prendere parte al Regno di Dio (III) Matteo 21:23-27 Mat 21:23 Quando giunse nel tempio, i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si accostarono a lui, mentre egli insegnava, e gli dissero: «Con quale autorità fai tu queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?» 24 Gesù rispose loro: «Anch'io vi farò una domanda; se voi mi rispondete, vi dirò anch'io con quale autorità faccio queste cose. 25 Il battesimo di Giovanni, da dove veniva? dal cielo o dagli uomini?» Ed essi ragionavano tra di loro: «Se diciamo: "Dal cielo", egli ci dirà: "Perché dunque non gli credeste?" 26 Se diciamo: "Dagli uomini", temiamo la folla, perché tutti ritengono Giovanni un profeta». 27 Risposero dunque a Gesù: «Non lo sappiamo». E anch'egli disse loro: «E neppure io vi dirò con quale autorità faccio queste cose. Faccio notare che nemmeno qui Gesù ha rivendicato un qualsiasi primato ontologico o attributo divino. (IV) Un altro luogo molto importante per noi unitariani è questo a) Diodati: Giovanni 8:40 Giov 8:40 Ma ora voi cercate d'uccider me, uomo, che vi ho proposta la verità ch'io ho udita da Dio; . b) Riveduta (Luzzi): Giovanni 8:40 Giov 8:40 ma ora cercate d'uccider me, uomo che v'ho detta la verità che ho udita da Dio; c) testo confermato dalla Vulgata Vulgata: Giovanni 8:40 Giov 8:40 nunc autem quaeritis me interficere hominem qui veritatem vobis locutus sum quam audivi a Deo d) Giov 8:40 nun de zêteite me apokteinai, anthrôpon hos tên alêtheian humin lelalêka hên êkousa para tou Theou; Il testo è confernato dai codici greci e riportato in questo modo sia dal Nestle-Aland che dal Merk E' un vero peccato che alcune versioni italiane si dimentichino di tradurre la parola anthropon, (uomo), saltandola completamente. Sia come sia, è una altra prova al nostro arco. C) Perchè Dio è definito Padre? Dobbiamo pensare che l'Evangelo è un testo ebraico. Precetto fondamentale per ciascun ebreo non blasfemo è quello di non pronunciare mai (invano) il nome di Dio. I Commentatori della Torah, aggiravano questa norma attraverso alcune metafore. Una di queste è sicuramente quella del Padre, e dei Figli Dio dunque è Padre NON PERCHE' ABBIA AVUTO UN UNIGENITO FIGLIO, MA PERCHE' E' IL PADRE BUONO DI TUTTI NOI Se Il Padre fosse Padre per via del suo unico figlio mi spiegate perchè nell'unica preghiera che Gesù ci ha insegnato noi diciamo “PADRE NOSTRO”? Noi siamo tutti FIGLI DI DIO per parafrasare il detto del compianto Cellarius (Martin Borrhaus) Queste sono parole di Gesù che indicano come egli non si considerasse il solo figlio di Dio (I) Matteo 6:4 Mat 6:4 affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padretuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. (II) Matteo 6:6 Mat 6:6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padretuo che è nel segreto; e il Padretuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. D) Gesù visto da Paolo Nemmeno Paolo considerava Gesù un Dio a) Paolo riteneva chiaramente che Dio fosse uno: Efesini 4,6 6 Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. Prima lettera ai Corinzi 8:6 1Co 8:6 per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; b) E Paolo pensava che Gesù fosse uomo, il più grande Maestro tra i figli di Dio Prima Lettera a Timoteo 2:5 Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù" E) I Figli di Dio Quindi è un dato assodato che non esista un solo passo in cui Gesù si autodefinisca figlio di Dio. Piuttosto compare innumerevoli volte l’espressione al plurale “i figli di Dio” sia come tecna Theou che come uioi Theou. Classico esempio lo traiamo dall’Evangelo di Giovanni Giovanni 1:12-13 Giov 1:12 ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto [scil. il logos] egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome; 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio. Giovanni qui dice esplicitamente che i figli di Dio sono più di uno. La lezione è confermata dal Nestle e dal Merk. a) PRECISAZIONE negare la Trinità non significa negare che Gesù sia figlio di Dio. Tutt'altro. Gesù è figlio di Dio, ma per gli unitariani Gesù è figlio di Dio tanto quanto lo è qualsiasi essere umano. Noi piuttosto neghiamo a Gesù qualsiasi attributo che lo renda una figura ontologicamente diversa da un uomo come tutti b) IL VALORE DI TECNA I trinitari han tentato di vedere nella differenza fra tecnon e uios una qualche differenza ontologica, sostenendo che uios fosse un attributo proprio di Gesù e tecnon di tutti gli altri. In realtà i testi smentiscono tale tentativo, eccovi altri usi di uioi Theou (figli di Dio) significativamente al plurale e non riferiti a Gesù (I) Matteo 5:9 Mat 5:9 Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio. (II) Luca 20:35-37 Lu 20:35 ma quelli che saranno ritenuti degni di aver parte al mondo avvenire e alla risurrezione dai morti, non prendono né danno moglie;36 neanche possono più morire perché sono simili agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione. Fermiamoci un secondo su queste parole di Luca. Luca sostiene che CHIUNQUE sia ritenuto degno di aver parte al Regno di Dio è chiamato, in ragione di questa sua dignità, Figlio di Dio e in forza di ciò risorge dai morti. Nessun problema a dire che in ragione del suo percorso sapienziale e morale Gesù si è guadagnato la dignità di essere chiamato figlio di Dio e quindi di risorgere, ma questo A PATTO CHE la stessa cosa debba capitare a CHIUNQUE compia lo stesso percorso sapienziale e morale compiuto da Gesù. (III) Infine lo smentisce il verso sopracitato GV 1:13, nei quali i cattolici leggono attributi del solo Gesù, ma che qui a ben vedere sono attribuiti a tutti i figli di Dio F) I figli di Dio e il Logos Qual è il compito allora di noi tutti, figli di Dio? Accogliere Dio e la sua Parola (Logos) che ci ha trasmesso per permetterci di seguire il retto cammino. < ne fu fatta neppure una.Ciò che è stato fatto 4 nel Logos era vita e la vita era la luce degli uomini. 5E la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno accolta.>> questi versi, come vedete, non si riferiscono alla nascita di Gesù, bensì alla cosmogonia:Dio ha creato il mondo attraverso un logos, una ragione ultima che gli uomini possono e devono comprendere per poter percepire la presenza di Dio e ritornare a Dio stesso. Questi concetti permeano TUTTA la filosofia antica, tra tutti: PLATONE (il demiurgo che plasma la materia secondo idee iperuranee) ARISTOTELE (per cui il logos è ciò che primamente qualifica tutti gli uomini come tali) iNEOPLATONICI (per cui il logos è la prima delle emanazioni di Dio, e attraverso il logos si producono le realtà inferiori) ma soprattutto una vera e propria filosofia del logos intesa in questo senso era propria di ERACLITO, padrone di casa a Efeso, dove il vangelo fu scritto dai discepolidi Giovanni. G) Conclusione Abbiamo dunque dimostrato che il concetto di Trinità era dunque estraneo sia a Gesù che ai suioi apostoli. Esso in fatti nascerà molto tardi, ben 300 anni dopo con il concilio di Nicea, uno dei più gravi fraintendimenti del Vangelo avvenuti nella storia dell'umanità Non vogliamo entrare nel dibattito aperto sulle ragioni politiche e utilitaristiche che ispirarono tale concilio. Vogliamo semplicemente chiamarcene fuori in maniera netta e dura, per recuperare la sola cosa che ci interessi: La Parola di Gesù, il Messia H) Bibliografia 1) Nuova Riveduta: La Nuova Riveduta sui testi originali (1994, nona edizione 2003), a cura della Società Biblica di Ginevra. 2) La Versione Riveduta in testo originale dal Dott. GIOVANNI LUZZI, già Prof. alla Facoltà Teologica Valdese di Roma. Stampata dalla Società Biblica Britannica & Forestiera. 3) Diodati, Giovanni Sacra Bibbia - Nuovo testamento e Apocrifi Tradotta in lingua italiana e commentata da Giovanni Diodati http://www.liberonweb.com/mondadori/mer_diodati.asp 4)Un grazie particolare al software "La parola" www.laparola.net di Richard Wilson per le versioni italiane 5)Testo Greco della United Bible Societies 6) NESTLE-ALAND, Nuovo Testamento Interlineare, San Paolo, Milano -Torino, 1991 7) MERK-BARBAGLIO, Nuovo Testamento Greco e Italiano, EDB, Bologna, 1990
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martedì, 24 ottobre 2006
Lo Spirito Santo (87-93) 87) Cosa intendiamo noi per "Spirito Santo”? Per Spirito Santo noi intendiamo la potenza di Dio, e il suo aiuto a favore del buono, aiuto che rischiara l'intelletto,pulisce i cuori e chiarifica la volontà, di conseguenza ci illumina, ci calma, ci incoraggia e ci rende felici. 1Corinzi 3:16 1Co 3:16Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 1Corinzi 6:19 1Co 6:19Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 88) Lo Spirito Santo è una persona? Lo Spirito Santo non può essere una persona, poichè esso è la potenza (stessa) di Dio 2Timoteo 1:7 2Ti 1:7Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo. 89) Che cosa insegnano alcune denominazioni Cristiane riguardo allo Spirito Santo? Riguardo allo Spirito Santo alcune denominazioni Cristiane insegnano che sia lo Spirito Santo che Gesù siano ciascuno una distinta persona divina, ed esprimono questo concetto come segue: Dio è uno in quanto a essenza ma tre in quanto a persone. Loro chiamano questo concetto la Santa Trinità Noi Unitariani, non insegniamo la Trinità, perchè crediamo nella unità indivisibile di Dio, sia in quanto a essenza che in quanto a persona. 90) In chi ha agito lo Spirito Santo? Lo spirito santo ha agito nei profeti, negli Apostoli e in tutte quelle persone vere e buone che hanno amato Dio e l'umanità. 2Pietro 1:21 2P 1:21infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo. 91) In chi lo Spirito Santo ha agito in maniera più completa? Lo spirito santo ha agito nella maniera più completa in Gesù. 92) Lo spirito di Dio sta agendo
oggi in noi ? Lo spirito di Dio sta agendo anche oggi in noi, illuminando la nostra ragione, rendendoci capaci di conoscere il bene e la verità. Allo stesso tempo ci fa riconoscere le nostre debolezze, invitandoci a cambiare la nostra condotta e a migliorarci. Galati 5:14-25 Ga 5:14poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso». 15Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli altri. 16Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. 17Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. 18Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge. 19Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, 21invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. 22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; 23contro queste cose non c'è legge. 24Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito. 93) In che modo l'azione dello Spirito Santo ci aiuta? L'azione dello Spirito Santo ci aiuta a mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù, a praticare l'adorazione con spirito zelante, a partecipare ai servizi
, a preservare la purezza del nostro cuore, ad assolvere ai nostri doveri morali religiosi. Matteo 5:8 Mat 5:8Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. BIBLIOGRAFIA (I) Titolo dell'Opera: Hungarian Unitarian Catechism Sottotitolo: The catechism of Hungarian Unitarian Church in Tansylvanian Romania ossia: Il catechismo della Chiesa Unitariana Ungherese nella Romania Transilvana Scritto da: Joseph Ferencz (1835-1928), Vescovo della Chiesa Unitariana di Transilvania (1876-1928) Prima edizione:1864 Ultima edizione e modifica: 1991 Ventesima edizione Tradotto dall'Ungherese in Inglese dal Rev. Gyorgy Andrasi, Consigliere del Vescovo della Chiesa Rumena in collaborazione con Byron C. Miller Pubblicato in The Unitarian Universalist Christian dalla The Unitarian Universalist Christian Fellowship FALL/WINTER 1994 VOLUME 49 Numeri 3-4 Tradotto in Italiano dall'Inglese da: Roberto Rosso http://italianunitarian.christian.net/downloads/catechismo_unitariano_ungherese1.0_nv.doc Ha collaborato e ha rivisto la traduzione: Paola Zunino La versione della traduzione italiana 1.0 è stata pubblicata dai “Cahiers Michel Servet" (n° 3 febbraio 2005). (II) A. CITAZIONI BIBLICHE Le citazioni bibliche sono prese dalla versione La Nuova Riveduta sui testi originali (1994, nona edizione 2003), a cura della Società Biblica di Ginevra. Eccetto quando espressamente indicato Un grazie particolare al software"La parola" www.laparola.net di Richard Wilson per le versioni italiane. (III) ALTRE FONTI AA.VV.Grande Dizionario Garzanti della lingua italiana. Edizione: Garzanti Editore 1988.
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martedì, 24 ottobre 2006
Gesù (57-86) 57) Cosa intendiamo dire dicendo "credo in Gesù"? Dicendo "credo in Gesù" noi esprimiamo la nostra convinzione per cui sia il più grande figlio e profeta di Dio e per cui i suoi insegnamenti siano il modo più sicuro attraverso cui noi possiamo ricevere una vera conoscenza di Dio. 58) In che modo siamo venuti a conoscenza di Gesù? Siamo venuti a conoscenza di Gesù attraverso il Nuovo Testamento: dai Vangeli secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni in cui è scritta la storia della sua vita e dei suoi insegnamenti. 59) Cosa sappiamo della nascita di Gesù? Gesù nacque durante il governo dell’imperatore romano Ottaviano Augusto. Suo padre fu Giuseppe, falegname di Nazareth, sua madre Maria. I suoi fratelli furono: Giacomo, Iose, Giuda e Simone. L’Evangelo non fa menzione dei nomi delle sue sorelle. Gesù visse a Nazareth assieme ai genitori, ai fratelli e alle sorelle. Marco 6:3 Mar 6:3 Non è questi il falegname, il figlio di Maria, e il fratello di Giacomo e di Iose, di Giuda e di Simone? Le sue sorelle non stanno qui da noi?» E si scandalizzavano a causa di lui. 60) In che modo il pericolo ha minacciato Gesù durante la sua infanzia? Secondo la narrazione dei Vangeli, Erode, il Re dei Giudei, voleva uccidere Gesù quando questi era ancora in fasce. 61) In che modo Gesù è sfuggito a questo pericolo? Gesù è sfuggito al pericolo grazie ai suoi genitori che lo hanno portato in Egitto e al fatto che, dopo la morte di Erode, essi fecero ritorno dall'Egitto fino a Nazareth 62) Che cosa sappiamo dell'infanzia di Gesù? Quando Gesù aveva 12 anni, in occasione dei giorni della Festa Sacra, andò nel tempio di Gerusalemme con i suoi genitori. La sua mente luminosa eccelse durante il colloquio con gli Anziani. A casa fu un bravo bambino, obbediente verso i suoi genitori, e crebbe nel corpo e nello spirito, in saggezza e gentilezza verso Dio e verso la gente. 63) Quanti anni aveva Gesù quando incominciò ad insegnare? Gesù cominciò ad insegnare a 30 anni di età. Prima che cominciasse ad insegnare Giovanni il Battista lo ha battezzato. 64) Qual è l'intento degli insegnamenti di Gesù? L'intento degli insegnamenti di Gesù è di farci conoscere le leggi di Dio e tramite questo di liberarci dall'ignoranza, dal peccato e dalla paura della morte. 65) In che modo Gesù ci libera dall' ignoranza? Gesù ci libera dall'ignoranza attraverso il suo esempio e il suo insegnamento, che ci fa conoscere Dio, i nostri doveri e le nostre vocazioni 66) In che modo Gesù ci libera dal peccato? Gesù ci libera dal peccato rivelando cosa sia il peccato e come uno possa evitarlo. Con l'esempio della sua vita posto di fronte a noi, che noi dobbiamo sforzarci di seguire, noi sfuggiamo più e più volte al peccato 67) In che modo Gesù ci libera dalla paura della morte? Gesù ci libera dalla paura della morte rinforzando la nostra fede nell'amore paterno di Dio e nella vita eterna 68) Come chiamiamo questa attività di Gesù? Questa attività di Gesù, tramite la quale egli si fa carico del pesante fardello della nostra vita spirituale, noi la chiamiamo liberazione. In questo senso noi crediamo che egli sia il nostro liberatore. 69a1§) Qual è la più importante norma della religione secondo Gesù ? La più importante norma della religione è riassunta nel Grandi Comandamenti dell'amore che è il seguente. Marco 12:28b-312§ Mar 12:28b«Qual è il più importante di tutti i comandamenti?» 29ù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore: 30Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". 31Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi». 69b) In che modo Gesù espresse la verità della vita religiosa e morale? Gesù ha espresso la verità della vita religiosa e morale nel suo Discorso della Montagna e nelle sue Parabole 69c) Qual è l'insegnamento del Discorso della Montagna? L'insegnamento del Discorso della Montagna è il seguente: 1) Chi è beato? (Matteo 5:3-13)3§ 2) La chiamata dei discepoli (Matteo 5:13-17) 3) La vecchia e la nuova legge (Matteo 5:17-48) 4) L'ipocrisia è il più grave peccato (Matteo 6:1-23) 5) Il soggetto del nostro amore può essere uno solo (Matteo 6:24-34) 6) In ogni nostra decisione che coinvolga altre persone dobbiamo essere gentili e molto rigorosi verso noi stessi (Matteo 7:1-14) 7) Il frutto della vera religione è l'azione, l'opera. 69d) Quali sono i più bei racconti di Gesù? [I più bei racconti di Gesù sono:] 1) La Donna di Samaria4§ (Giovanni 4:1-42) 2) I Bambini (Marco 10:13-16) 3) Il Giovane Ricco (Marco 10:17-31) 4) Zaccheo (Luca 19:1-10) 5) La Donna colta in Adulterio (Giovanni 8:3-11) 6) Maria e Marta (Luca 10:38-42) 7) Nicodemo (Giovanni 3:1-21) 69e) Quali sono le più belle parabole di Gesù? [Le più belle parabole di Gesù sono:] 1) Il Seminatore (Marco 4, 1-20) 5§ 2) Il Granello di Senape; il Lievito; il Seme nel Terreno (Marco 4:26-33) 3) Il Buon Samaritano (Luca 10:25-37) 4) Il Figliol Prodigo6 (Luca 15:11-32) 5) I Talenti (Matteo, 25:14-30) 6) il Ricco e Lazzaro (Luca 16:19-31) 7) il Ricco Stolto e la Grande Cena (Luca 14:15-24) 8) I Farisei e l'Esattore delle Tasse (Luca 18:9-14) 9) Il Cattivo Servitore (Matteo 18:21-35) 10) La Pecorella Smarrita(Luca 15:3-7) e La Dracma7§ Perduta (Luca 15:8-10) 70) Come riassumiamo gli insegnamenti di Gesù8§? Noi riassumiamo gli insegnamenti di Gesù come segue: a) Dio è uno ed è Spirito. Dio è il nostro Padre provvidenziale b) Noi siamo figli di Dio, e fratelli e sorelle gli uni per gli altri c) Il nostro dovere più importante: amare Dio, amare il nostro prossimo, e costruire il Regno di Dio sulla terra d) Nell'adempiere il nostro compito, noi dobbiamo seguire la voce della nostra coscienza, dobbiamo scegliere sempre il bene, la verità e la bellezza e dobbiamo attenerci ad essi. e) Se noi viviamo in questo modo, seguendo questo percorso, il nostro premio sarà un cuore sereno, la pace tra di noi e la gioia della vita eterna. 71) Gesù è da noi chiamato anche Dio? Noi non chiamiamo Gesù Dio, perché noi sappiamo che egli era in realtà un uomo. 72) Da quali fonti siamo venuti a conoscenza del fatto che Gesù fosse del tutto umano? Siamo venuti a conoscenza del fatto che Gesù fosse del tutto umano dagli Evangeli, in cui Gesù per primo si definì un uomo, e il figlio di un uomo. In più la sua umanità vera e propria è confermata dall'intera sua vita: egli nacque, crebbe nel corpo e nello spirito, fu felice e scontento, fu affamato e assetato, soffrì e morì. Gesù fu del resto considerato un uomo anche dai suoi discepoli e dai suoi contemporanei. 73) In che senso Gesù fu diverso dalle altre persone? Gesù fu diverso dalle altre persone per il fatto che egli visse in ottemperanza alle leggi di Dio. E tutte le sue azioni furono in accordo con la volontà del suo Padre provvidenziale; perciò è divenuto per noi “la via, la verità e la vita”[NdT: Cfr. Gv 14:6a]. 74) Quali passi Gesù fece per diffondere i suoi insegnamenti? Molto presto, all'inizio Gesù raccolse attorno a lui dodici uomini, che noi chiamiamo "i suoi discepoli". Con loro egli viaggiò per tutta la Galilea e la Giudea, insegnando ovunque, facendo del bene per i poveri, ridando la salute ai malati e con ciò spiegando, preparando i suoi discepoli per diffondere i suoi insegnamenti. I suoi discepoli sono stati pescatori, esattori delle tasse e persone povere. La scelta di Gesù dimostra che egli conosceva molto bene la psicologia della gente. I nomi dei discepoli sono: (NdT: Simone, detto "Cefa" che vuol dire "roccia9" e si traduce con) Pietro fu il primo e fu seguito da Andrea; Giacomo; Giovanni; Filippo; Bartolomeo; Tommaso10; Matteo; Giacomo; Simone, Taddeo e Giuda. Questi sono i nomi nell'ordine in cui ci sono stati tramandati dalle Sacre Scritture11 75) Chi furono i nemici di Gesù? I nemici di Gesù furono quanti ebbero paura di perdere il loro potere e i loro interessi materiali nell'eventualità in cui il Regno di Dio si fosse diffuso. Per questa ragione essi calunniarono e perseguirono Gesù. 76) L'atteggiamento dei nemici scoraggiò Gesù? L'atteggiamento dei nemici non scoraggiò Gesù. Gesù ebbe fiducia in Dio e nella verità del proprio insegnamento. E quanti si basano su di questi due capisaldi non devono mai perdere la speranza Isaia 40:31 Is 40:31ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano. 77) Cosa ha fatto Gesù di fronte alla pressione e alla sofferenza? Di fronte alla pressione e alla sofferenza Gesù ha pregato, e egli ha sempre ottenuto nuova forza e (nuovo) coraggio per continuare la sua opera Luca 22:39-42 Lu 22:39Poi, uscito, andò, come al solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono. 40Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate di non entrare in tentazione». 41Egli si staccò da loro circa un tiro di sasso e postosi in ginocchio pregava, dicendo: 42«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta». 78) In che modo dobbiamo pregare ? Possiamo conoscere il modo in cui dobbiamo pregare attenendoci alla Preghiera del Signore: "Padre Nostro". Gesù ha insegnato questa preghiera ai suoi discepoli affinché fungesse da modello Matteo 6:9-13 Mat 6:9Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo. 11Dacci oggi il nostro pane quotidiano; 12rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; 13e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. [Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen.]" 79) Che tipo di preghiera deve essere la nostra? La preghiera è una comunione spirituale e una conversazione con Dio. Quindi la nostra preghiera deve essere semplice, breve e provenire dal nostro animo. Nella nostra preghiera dovremo chiedere non tanto beni materiali, ma soprattutto ciò che può essere utile ai nostri bisogni spirituali. In questo modo la nostra preghiera rispecchierà chiaramente la fiducia in Dio. Matteo 6:6 Mat 6:6Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. 80) Per quanti anni ha insegnato Gesù? Gesù ha insegnato per soli tre anni: a causa del tradimento di Giuda, i suoi nemici lo catturarono. Egli fu giudicato da Pilato e crocifisso. 81) In che modo avvenne la morte di Gesù? La morte di Gesù, così come la sua stessa vita, fu la manifestazione del suo amore verso Dio e la gente. Sulla croce egli pregò anche per i suoi nemici, egli chiese a Dio di perdonarli e poi raccomandò la sua anima al suo Padre provvidenziale Luca 23:34 Lu 23:34[Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno».] Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Luca 23:46 Lu 23:46Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio». Detto questo, spirò. 82) Cosa avvenne dopo la morte di Gesù? Dopo la morte di Gesù i suoi fedeli discepoli e i seguaci deposero il suo corpo dalla croce e lo seppellirono nella tomba di Giuseppe di Arimatea (NdT: Cfr. Mt 27:59-60). I suoi discepoli e i suoi seguaci hanno fedelmente conservato la memoria del loro Maestro e insegnante e hanno proclamato i suoi insegnamenti. 83) Come ricordiamo i più importanti eventi della vita di Gesù? Noi ricordiamo i più importanti eventi della vita di Gesù attraverso i Giorni Sacri. 84) Quali sono questi Giorni Sacri?Questi Giorni Sacri sono: Natale; la Domenica delle Palme; il Venerdì Santo; Pasqua; il Giovedì Santo e la Pentecoste. [NdT SIGNIFICATO DEI GIORNI SACRI] Natale è il giorno della nascita di Gesù La Domenica delle Palme è sua ultima entrata in Gerusalemme Il Venerdì Santo è sua morte. Pasqua è vittoria delle sue idee. Il Giovedì Santo è consapevolezza dei discepoli. La Pentecoste è il trionfo della vita spirituale e il Giorno Sacro della fondazione della Chiesa Cristiana [NdT DATA DI CELEBRAZIONE DEI GIORNI SACRI] Natale è sempre fissato per il 25 di Dicembre. Gli altri Giorni Sacri dipendono dalla Pasqua. La Pasqua è sempre la domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio invernale. Se il plenilunio capitasse di domenica, la Pasqua è fissata per quella domenica. La Domenica delle Palme è la domenica prima di Pasqua Il Venerdì Santo è tre giorni prima di Pasqua Il Giovedì Santo è 40 giorni dopo Pasqua la Pentecoste è 50 giorni dopo Pasqua 85) Accanto a questi abbiamo anche altri Giorni Sacri? Accanto a questi gli altri Giorni Sacri sono: Tutte le domeniche Il giorno del Ringraziamento Capodanno il 15 Novembre, giorno in cui si commemora la morte di Francis David. Il Giorno Sacro del ringraziamento è fissato per l'ultima domenica di settembre. 86) tutto ciò che abbiamo appreso circa Gesù che cosa ci induce a fare? Tutto ciò che abbiamo appreso circa Gesù ci induce ad amarlo, a sforzarci di seguire i suoi insegnamenti e a seguire fedelmente il suo esempio. Matteo 16:24 Mat 16:24Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. NOTE 1) NdT: la divisione in punti e lettere è mia ed è fatta per facilitarne la citazione ai lettori. 2) NdT: nel testo inglese la citazione è indicata a partire solo dal verso 29. Ci sembra più corretto inserire anche l'ultima parte del verso 28. 3) NdT: Per ovvie ragioni redazionali non è possibile integrare il testo inglese con l'intero Discorso. Speriamo che i riferimenti al testo possano servire da guida al lettore per un approfondimento personale. 4) NdT:Per ovvie ragioni redazionali non è possibile integrare il testo inglese con l'intera serie di racconti. Speriamo che i riferimenti al testo possano servire da guida al lettore per un approfondimento personale 5)NdT:Per ovvie ragioni redazionali non è possibile integrare il testo inglese con l'intera serie di parabole. Speriamo che i riferimenti al testo possano servire da guida al lettore per un approfondimento personale 6) NdT: Per il testo di questa parabola si confronti l' Istruzione 44 7) NdT: Alla traduzione dramma, comune per altro alla maggioranza delle versioni, preferisco il nome comune della moneta dracma, calco esatto del greco, per non ingenerare confusione nel lettore. Il testo inglese riporta la semplice lezione: coin = moneta. La KJV per altro parla anch'essa semplicemente di pieces of silver, letteralmente: pezzi d'argento 8)NdT: la divisione in punti e lettere è mia ed è fatta per facilitarne la citazione ai lettori. 9)Cfr. Gv 1:42 10) NdT: Quasi sicuramente solo un soprannome, dall'ebraico Tomà che significa il gemello. 11) NdT: Almeno per quanto riguarda Matteo (Mt 10:2-4) e Marco (3:16-19). Luca (6:13-16) e Giovanni presentano alcune differenze. BIBLIOGRAFIA (I) Titolo dell'Opera: Hungarian Unitarian Catechism Sottotitolo: The catechism of Hungarian Unitarian Church in Tansylvanian Romania ossia: Il catechismo della Chiesa Unitariana Ungherese nella Romania Transilvana Scritto da: Joseph Ferencz (1835-1928), Vescovo della Chiesa Unitariana di Transilvania (1876-1928) Prima edizione:1864 Ultima edizione e modifica: 1991 Ventesima edizione Tradotto dall'Ungherese in Inglese dal Rev. Gyorgy Andrasi, Consigliere del Vescovo della Chiesa Rumena in collaborazione con Byron C. Miller Pubblicato in The Unitarian Universalist Christian dalla The Unitarian Universalist Christian Fellowship FALL/WINTER 1994 VOLUME 49 Numeri 3-4 Tradotto in Italiano dall'Inglese da: Roberto Rosso http://italianunitarian.christian.net/downloads/catechismo_unitariano_ungherese1.0_nv.doc Ha collaborato e ha rivisto la traduzione: Paola Zunino La versione della traduzione italiana 1.0 è stata pubblicata dai “Cahiers Michel Servet" (n° 3 febbraio 2005). (II) A. CITAZIONI BIBLICHE Le citazioni bibliche sono prese dalla versione La Nuova Riveduta sui testi originali (1994, nona edizione 2003), a cura della Società Biblica di Ginevra. Eccetto quando espressamente indicato Un grazie particolare al software"La parola" www.laparola.net di Richard Wilson per le versioni italiane. (III) ALTRE FONTI AA.VV.Grande Dizionario Garzanti della lingua italiana. Edizione: Garzanti Editore 1988.
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lunedì, 23 ottobre 2006
Il figlio di Dio (46-56) 46) Qual è la più nobile creatura di Dio sulla Terra? La più nobile creatura di Dio sulla Terra è il genere umano. 47) In che modo si è fatto manifesto l'amore di Dio verso di noi? L'amore di Dio verso di noi si è fatto manifesto nel fatto che Egli ci abbia eletto rispetto alle altre creature e ci abbia dato dei doni spirituali, cosicchè noi possiamo essere suoi figli e suoi collaboratori. 1Giovanni 3:1a 1G 3:1aVedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. 48) Quali sono i doni spirituali che Dio ci ha donato? I doni spirituali che Dio ci ha donato sono i seguenti: fede, ragione, libero arbitrio, coscienza e amore. 49) Che cosa è la Fede? La fede è fiducia in Dio. Per cui noi possiamo instaurare una relazione simile a quella Padre-figlio con Dio, nostro Padre provvidenziale. Ebrei 11:1 Eb 11:1Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. Romani 1:17b Ro 1:17b «Il giusto per fede vivrà». 50) Che cos'è la ragione? La ragione è il dono spirituale che ci aiuta ad accedere alla conoscenza, a pensare e a formare opinioni su Dio, noi stessi, il nostro prossimo, il mondo. In queste attività la ragione è anche la lanterna della fede. 1Corinzi 2:[9-]10 1Co 2:9[Ma com'è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano»]. 10A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Proverbi 20:27 Prov 20:27Lo spirito dell'uomo è una lucerna del SIGNORE, che scruta tutti i recessi del cuore.
postato da: Unitariani alle ore 20:14 |
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lunedì, 23 ottobre 2006
DIO (31- 45)
31) Quando diciamo "Credo in un <solo> Dio", che cosa effettivamente diciamo?
Nel dire "Credo in un solo Dio” noi esprimiamo la nostra convinzione che Dio esiste e che Dio,
sia in quanto ad essenza, che in quanto a persona,
sia Uno e soltanto Uno.
postato da: Unitariani alle ore 19:39 |
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lunedì, 23 ottobre 2006
TEOLOGIA GENERALE 1) Che cos'è la religione? La religione è amore verso Dio e verso il nostro prossimo, in tutti i sensi possibili. Marco 12:28-31 Mar 12:28 Uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto che egli aveva risposto bene, si avvicinò e gli domandò: «Qual è il più importante di tutti i comandamenti?» 29 Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore: 30 Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". 31 Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi. 1Giovanni 4:21 1G 4:21 Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello. Matteo 7:21 Mat 7:21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 2) Come sappiamo che Dio esista? Ogni volta che guardiamo all'universo e al suo ordine, a noi stessi e ai nostri talenti, noi maturiamo la convinzione che esista un solo Dio, il quale ha creato, regge e governa ogni cosa. 3) In cosa consiste l'amore verso Dio? L'amore verso Dio consiste nel nostro rispetto per le sue leggi e nel nostro sforzo di ubbidire ad esse. Un bambino ama e rispetta sinceramente i propri genitori se obbedisce loro e si comporta in modo da meritare il loro amore. Allo stesso modo noi amiamo e rispettiamo Dio se siamo obbedienti e se cerchiamo di vivere secondo la sua volontà.
postato da: Unitariani alle ore 07:21 |
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